Parquet e riscaldamento a pavimento: un binomio possibile

Se si scelgono le essenze giuste e si adoperano tutti gli accorgimenti del caso, è possibile posare il parquet Neroparquet con un riscaldamento a pavimento.

Si escludano essenze instabili come faggio, olivo, e si prediligano quelle più stabili come rovere, merbau, doussiè, iroko, teak e jatoba.

Se si vuole posare un parquet grezzo, questo non deve superare i 10 mm di spessore; nessun condizionamento, invece, se il parquet è prefinito. Questo perché la struttura multistrato di un prefinito meglio compensa i movimenti orizzontali e le variazioni di temperatura; il parquet grezzo tende, al contrario, ad avere torsioni meno prevedibili e più accentuate.

I prefiniti migliori hanno supporto in betulla o in abete; i supportati in pioppo sono consigliati limitatamente con impianti di riscaldamento nuovi, a temperatura controllata e con distribuzione uniforme delle serpentine; sconsigliati, invece, i supportati in MDF e HDF che, come i laminati (supportati con lo steso materiale), hanno dilatazioni maggiori al variare della temperatura.

Se si ha un impianto di vecchia concezione, con serpentine concentrate in punti molto distanti nelle stanze e non a temperatura controllata, i suggerimenti di cui sopra diventano obbligatori.



Tipo di posa con riscaldamento a pavimento: pro e contro


La posa incollata lascia passare, meglio di quella flottante, il calore che si trasmette per contatto attraverso la colla. Consigliamo una colla eco-compatibile, che non rilasci formaldeide o altre sostanze nocive, stando a contatto con i caloriferi: questo vale soprattutto per impianti di vecchia concezione dove le temperature sono ben più alte di quelle utilizzate per impianti moderni.

Per una buona resa su pavimento riscaldato di una posa flottante è importante, invece, che venga utilizzato un tappetino ad alta trasmittanza termica e si escludano tappetini che bloccano il calore, primi

tra tutti quelli in sughero. Il vantaggio di una posa flottante è che si riduce al minimo il pericolo di emissione di sostanze nocive dato che non vengono utilizzate colle.

Si precisa che tutte le colle commercializzate in Unione Europea devono essere a norma per il rilascio di formaldeide; in commercio ne esistono con standard più o meno rigidi, fino alle colle eco-compatibili usate in bio-edilizia. In caso si opti per una posa incollata su pavimento riscaldato, consigliamo di fare particolare attenzione a questo tipo di certificazione.


La fessurazione delle tavole


Il legno è un materiale vivo e, come tale, risente delle variazioni di temperatura e umidità degli ambienti in cui viene posato. Questo significa che è perfettamente normale che vi siano movimenti orizzontali delle tavole e che si creino micro fessurazioni nei periodi in cui è più caldo, le quali andranno poi a scomparire nei periodi in cui è più freddo e umido. Nella posa di un parquet tutto è eseguito dal posatore competente, per permettere che queste dilatazioni e restringimenti possano avvenire in modo naturale; è per questo che nella posa vengono usate delle colle elastiche, bi-componenti, ed è per questo che è obbligatorio lasciare una certa distanza dal muro quando si posa il parquet, proprio per permettere al legno questi movimenti.

Per nascondere queste micro fessure si possono usare parquet Neroparquet bisellati, disponibili soprattutto nei formati più grandi, da 1 mt di lunghezza in su, dato che è proprio a causa delle tavole di grandi dimensioni che queste micro fessure possono risultare più accentuate.

Anche questo suggerimento è da tenere in considerazione soprattutto se la posa avviene su un impianto di vecchia concezione.

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